Andrea Pellati, il 43enne arrestato per l’ipotesi di omicidio volontario di Raffaele Stipa, ha nominato un difensore di fiducia: si tratta dell’avvocato Mattia Fontanesi, che già lo aveva seguito in altri procedimenti. Il legale è andato ieri a trovarlo in carcere: "Ho parlato con lui per mezz’ora: mi è sembrato abbastanza confuso" è l’impressione da lui rilevata.
Giovedì il giudice per le indagini preliminari Francesco Panchieri ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere richiesti dal pm Maria Rita Pantani; il gip ha ritenuto sussistenti a livello indiziario i futili motivi, ma non la premeditazione. Secondo il gip, "al momento non è dato sapere quando precisamente è insorta la determinazione criminosa" di Pellati; e l’unica ipotesi sostenibile è che sia scaturita all’ora di pranzo dal rifiuto di Antonella Stipa di fare una pizza a ’Tina’, amica di Pellati, "per quanto le versioni delle due - sottolinea il giudice - non siano collimanti".
In assenza di altri elementi - non risultano motivi pregressi di contrasto coi gestori della pizzeria - per il gip "il lasso temporale è troppo breve per configurare la premeditazione". Alla luce dei disagi da lui manifestati nel tempo, Fontanesi fa sapere di voler chiedere "una perizia psichiatrica". Dal 2021 Pellati viene seguito dallo psichiatra Piero Pieretti: la diagnosi è "schizofrenia paranoide". Iniziò a essere seguito dal Centro di salute mentale nel 2011, dopo un tso a Roma e successivo trasferimento all’ospedale a a Reggio. Fu anche seguito dal Sert per oppiacei e cocaina sino al 2017.













