Andrea Pellati, 42 anni, è stato arrestato lunedì notte poche ore dopo l’omicidio. Lui e la vittima si conoscevano da vent’anniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciComparirà questa mattina in tribunale il 43enne Andrea Pellati, indagato per l’omicidio del 67enne Raffaele Stipa, avvenuto lunedì sera nel locale Yoghi di cui era titolare, in via Gran Sasso d’Italia. La Procura ha deciso di disporre l’autopsia: oggi pomeriggio sarà conferito l’incarico al medico Sara Montanari. Le ipotesi di reato a carico di Pellati, che ora si trova in carcere, sono tre. Spicca l’omicidio volontario per aver colpito Stipa "con plurimi fendenti", utilizzando "un grosso coltello da cucina". Due le aggravanti formulate: premeditazione, "poiché Pellati è entrato nel locale già armato e con l’unica finalità di uccidere la vittima"; futili motivi individuati in "pregresse lamentele per consegne di pizza senza aver ricevuto il corrispettivo che ammontava a 35 euro".
Poi lesioni aggravate verso la sorella del titolare, la 52enne Antonella Stipa: "Intervenuta in soccorso del fratello, l’ha colpita con il coltello causandole ferite giudicate guaribili in non meno di 20 giorni". La donna è rimasta colpita al braccio destro, all’ascella, al seno e all’addome con sanguinamento epatico. Terzo reato, il porto del coltello fuori dalla propria casa senza giustificato motivo. Pellati è difeso dall’avvocato Alessandra Bonini, che ieri non aveva ancora avuto modo di incontrare il suo assistito: "Sulla premeditazione è necessario valutare tutti gli elementi a carico per valutare se l’aggravante sussista davvero. Dovrò approfondire la vicenda, ma mi sembra che al momento sia l’unico aspetto su cui si possa discutere".











