TREVISO - Un nuovo retroscena emerge dalla sentenza dello scorso maggio con cui la Corte di Cassazione ha annullato le condanne dell’ex patron di Nes Luigi Compiano (73 anni, difeso dall’avvocato Piero Barolo), della moglie Paola Fratolin (72 anni) e del figlio Andrea (44 anni), entrambi difesi dall’avvocato Giorgio Lovadina, per la bancarotta della Autocom, una delle tre società satellite della North East Services con l'Assistel e l’Istituto di vigilanza, tutte fallite dopo lo scoppio dello scandalo dei 36 milioni di euro sottratti dal caveau della Nes per acquistare auto di lusso, bici e moto d’epoca e imbarcazioni. Il retroscena riguarda in particolare le posizioni di moglie e figlio di Compiano e risale ancora al primo grado di giudizio. Al verdetto cioè emesso dall’allora giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Treviso. In sostanza, per la Cassazione quella sentenza andava dichiarata nulla dalla Corte d’Appello per quanto riguarda le posizioni di Paola Fratolin e Andrea Compiano perché, nella lettura del dispositivo, il gup aveva omesso di pronunciarsi sui loro capi d’imputazione, parlando solo al singolare in riferimento a Luigi Compiano. E solo in un secondo momento, nella trascrizione della sentenza, si era espresso al plurale.