PescaraFinti sponsor per evadere il fisco, un giro da 3 milioni di euro: 14 indagatiLa Procura di Pescara chiude l’inchiesta. In primo piano l’ex assessore di Montesilvano Enea D’Alonzo e la moglie accusati pure di riciclaggio. Nel mirino dei giudici anche l’ex senatore Fabrizio Di Stefano (Lega) per la sua farmacia a TolloMaurizio CirilloPESCARA. La procura di Pescara chiude l’inchiesta su un vasto giro di sponsorizzazioni fittizie che avrebbe sfiorato i 3 milioni di euro, e il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini e il sostituto Anna Benigni spediscono l’avviso conclusione indagini ai 14 indagati rimasti dopo lo stralcio della posizione di Rosa Norma Di Pentima, avviata verso l’archiviazione.Una inchiesta che ruota attorno ad alcuni personaggi vicini alla Lega locale (il livello politico non è però mai stato coinvolto) e che vede in primo piano la figura di Enea D’Alonzo (ex assessore a Montesilvano nella giunta dell’allora sindaco Di Mattia e presidente della commissione lavori pubblici nella passata amministrazione del sindaco De Martinis) e della moglie Marika Coppa, ma dove figurano anche altri nomi noti e diversi imprenditori: ci sono l’ex senatore Fabrizio Di Stefano in qualità di titolare di una farmacia di Tollo; il legale rappresentante della “Barbuscia spa”; Vladimiro Lotorio (legale rappresentante della “Novesci srl” di Milano e della “Ellepi Costruzioni srl” di Pescara); Sergio Bernava (legale rappresentante della “Coalpi” di Trasacco); Denis Matricardi (legale rappresentante della “Matribar srl” di Francavilla al Mare); Frank Taddeo (rappresentante della “Electric System Solution” e della “Electric System”); Valentina Di Gregorio (“Vuesse Revisioni snc”); Felice Perini e Simona Di Francesco (legale rappresentante della “T.L.P. Impianti” di Montesilvano; Paolo Iannetti (rappresentante della “Pescara65100 srl”) e poi gli stretti collaboratori di D’Alonzo, Gianpiero Zaffiri e Vittorio Sirolli.Si tratta di un giro di sponsorizzazioni che non esistono o solo parzialmente (secondo l’accusa), in favore di due società: la “A.S.D. Real Dem Calcio a 5” di Montesilvano (con unici soci Zaffiri e D’Alonzo) e la “A.S.D. Nobel Boys Calcio a 5”, legalmente rappresentata da D’Alonzo in collaborazione con Sirolli (procacciatore di sponsor). Si parla, come recita l’imputazione, di «fatture relative ad operazioni di sponsorizzazioni totalmente o parzialmente inesistenti per un importo di almeno 800 mila euro per la Real Dem e di circa 85 mila per la Nobel Boys, anche al fine di consentire l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto delle persone fisiche e giuridiche, responsabili di evasioni fiscali, alle quali D’Alonzo», e qui arriva il nocciolo dell’inchiesta, «poi restituiva in contanti il 75% delle somme di denaro ricevute a titolo di fittizie sponsorizzazioni effettuate dagli sponsor per mezzo di bonifici bancari destinati alle due associazioni sportive, trattenendo per sé e per la propria moglie Marika Coppa, il restante 25% delle somme ricevute, pari a 151 mila euro».A D’Alonzo e moglie, a differenza di tutti gli altri indagati che rispondono solo di evasione fiscale, viene contestato anche il reato di riciclaggio per aver utilizzato parte di quel denaro proveniente dalle fittizie sponsorizzazioni per alimentare i propri conti correnti «in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa».Fatti che partono da lontano perché alcune contestazioni sono datate 2020 e fino all’inizio dell’inchiesta. Le indagini vennero svolte dalla guardia di finanza e partirono da «accertamenti documentali, bancari e patrimoniali effettuati nel corso degli ultimi mesi in ordine alle ipotesi di evasione fiscale nei confronti degli indagati». Le fiamme gialle hanno ricostruito ogni passaggio, riportato anche nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza che venne stilato a carico di D’Alonzo, della moglie e di Zaffiri per un totale di circa 200mila euro. Ora gli indagati hanno 20 giorni per presentare eventuali richieste di approfondimenti o per chiedere di essere interrogati, poi la procura procederà alla richiesta di rinvio a giudizio. Leggi anche Leggi anche
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