Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:18

Una enorme evasione dell’Iva, “con danni enormi all’Erario” per favorire mafia e camorra. Gli investigatori del Servizio centrale operativo, della Sisco e della Squadra mobile di Palermo, insieme al nucleo PEF della Guardia di finanza di Varese, hanno arrestato 11 persone nell’ambito di una indagine degli uffici di Milano e Palermo della Procura Europea (EPPO). Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al “lavaggio” dell’Iva intracomunitaria, al riciclaggio, al reimpiego e all’autoriciclaggio. I reati sono aggravati dal favoreggiamento alla camorra e della mafia. L’inchiesta è la prosecuzione delle attività d’indagine che, il 14 novembre scorso, portarono a 47 arresti contro una organizzazione operativa in Italia, Spagna, in Svizzera, Singapore ed Emirati Arabi Uniti. Allora fu disposto un sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore superiore ai 650 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti il clan camorristico Nuvoletta si spartiva il business delle false fatturazioni con un’altra storica cosca della camorra, i Licciardi della Masseria Cardone. “Il cinquanta percento è il nostro…e il cinquanta percento è loro”, si sente in una intercettazione. “Mo ‘stanno gli ex parenti tuoi…poi stanno questi di qua….e la Masseria e adesso ci sarà all’incontro! Se vieni domani, perché l’incontro è domani sera”, si ascolta in un’altra. “Le conversazioni riportate – scrive il gip – hanno inequivocabilmente disvelato come il business delle false fatturazioni fosse gestito dai sodali nell’interesse (anche) dei fratelli Giovanni e Lorenzo Nuvoletta ai quali si doveva puntualmente rendere conto. “Lui mi ha detto comunque che deve riferire sopra … deve dire tutto quello che guadagno io“, diceva uno degli indagati. Nonostante la detenzione, Lorenzo Nuvoletta veniva costantemente informato dunque.