Un processo che inizierà a fine novembre stabilirà se in Sardegna esisteva un’associazione di stampo mafioso che avrebbe collegato assieme una parte del mondo della criminalità con ambienti delle istituzioni e della politica.
Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Cagliari, Luca Melis, che ha disposto 27 rinvii a giudizio, ma anche una condanna in abbreviato a 2 anni e 8 mesi per Thomas Littarru, quattro patteggiamenti concessi a Marco Zanardi (un anno e 8 mesi), Andrea Daga (un anno e mezzo), Alessia Deidda (un anno e otto mesi) e Alice Deidda (2 anni), tutti con pena sospesa. Prosciolti da tutte le accuse, invece, i manager sanitari Massimo Temussi e Giuseppe Carboni.
L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari – condotta dai pm Rossana Allieri e Emanuele Secci - riguarda una presunta organizzazione criminale ritenuta operativa tra Cagliari, la Barbagia e altre aree della Sardegna, con ramificazioni anche nel Nord Italia.
Al centro dell’indagine dei carabinieri del Ros figura un nome già noto della criminalità del passato, Nicolò Cossu, indicato come promotore e capo del sodalizio, affiancato, tra gli altri, da Tonino Crissantu, il medico cagliaritano Tommaso Cocco, il rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, l’ex assessora regionale Gabriella Murgia, Paolo Murgia, Antonio Giuseppe Mesina, Giovanni Mercurio e Battista Mele.










