ROVIGO - Due condanne in primo grado, accuse gravissime e un patrimonio svanito nel nulla. È questa, in estrema sintesi, la vicenda giudiziaria che coinvolge Mario Stocco, 67 anni, di Vescovana (Padova) - difeso Stefano Fasolin -, e l'ex moglie Marilena Zangirolami, 64 anni, residente a Boara Pisani (Padova), difesa da Francesco Zarbo. Nei giorni scorsi, il giudice del Tribunale di Rovigo Carlo Negri li ha riconosciuti colpevoli di una serie di reati legati alla gestione e al saccheggio del patrimonio di Gianfranco Stochich, ex collega di lavoro di Zangirolami, anziano deceduto nel maggio 2021 quando Stocco ne era amministratore di sostegno. Stocco è stato condannato a 4 anni e 6 mesi (rito abbreviato) per peculato, autoriciclaggio, circonvenzione d'incapace e omissione d'atti d'ufficio. Zangirolami ha rimediato 2 anni e 4 mesi, sempre in abbreviato, per ricettazione e circonvenzione in concorso. Entrambi con le pene accessorie.

Secondo la Procura, i due, legati all'epoca da un rapporto sentimentale, poi interrotto, avrebbero abusato della vulnerabilità di Stochich, soggetto fragile e in condizioni igienico-sanitarie precarie, ricoverato più volte in ospedale tra il 2019 e il 2021 e dichiarato "in stato di parziale incapacità" dai servizi sociali. Proprio in virtù di ciò, Stocco era stato nominato suo amministratore di sostegno nel gennaio 2020. Stochich si fidava di entrambi perchè Zangirolami era stata sua collega di lavoro in tribunale.