TREVISO - Caso chiuso: la villa di Compiano resta confiscata. E non verrà restituita nemmeno all’ex moglie e al figlio. La pietra tombale sulla questione è stata messa dai giudici della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dallo stesso Luigi Compiano, dalla moglie Paola Fratolin e dal figlio Umberto, i quali chiedevano di avere indietro la storica dimora di via Ugo Bassi, nel quartiere di Santa Maria del Rovere. Anche se di proprietà di Luigi Compiano (ex dominus dell’istituto di vigilanza privato), i due familiari, non condannati nel giudizio penale, avevano avanzato la richiesta come parte comunque interessata, se non altro per una questione di domicilio.
Villa ai Compiano, l'avvocato: «La partita è ancora aperta»
I due motivi di ricorso, entrambi giudicati inammissibili, si fondavano sull’effettiva proprietà del parco di auto d’epoca messo assieme nel tempo da Compiano, poi finito sotto sequestro: 817 lotti venduti all’asta nel 2016, da cui sono stati ricavati 22,8 milioni di euro. Per la difesa non erano di proprietà di Compiano ma delle società a lui riconducibili. Una questione di diritto, complessa, che la Cassazione ha respinto, sottolineando che i procedimenti penali e civili sono non dipendono uno dall’altro, e viceversa. Perentorie la conclusione degli Ermellini a pagina 9 delle 10 della sentenza: «Al momento l’unico bene sul quale può essere eseguita la confisca per equivalente senza pericolo di rivendica da parte di terzi è proprio l’immobile di via Ugo Bassi, certamente di proprietà di Compiano».






