CONEGLIANO (TREVISO) - Non era credibile che l’imprenditore, con tutti i lavori fatti dalle sue società, tra ristrutturazioni con i fondi Superbonus e interventi di efficientamento energetico, fosse di fatto nullatenente. Una condizione ancora più sospetta considerato che l’uomo, un 40enne residente a San Donà di Piave, nel Veneziano, era pure gravato da debiti tributari per oltre 600mila euro.
Secondo le fiamme gialle, che hanno proceduto al sequestro di 190mila euro dal conto corrente della moglie del quarantenne, l’uomo attraverso una serie di imprese che operano a Conegliano e comuni limitrofi, tutte attive nel settore dell’efficientamento energetico, era riuscito a nascondere le proprie ricchezze inquadrando fittiziamente la compagna come dipendente e mascherando il trasferimento di denaro come stipendio.
Per questo, sia lui che la donna, anche lei sulla quarantina, sono stati denunciati per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, reato che prevede una pena fino a quattro anni di carcere.
L’attenzione dei finanzieri trevigiani, e in particolare degli uomini della compagnia di Conegliano guidati dal capitano Antonio Ancillao, si è concentrata sul profilo dell’imprenditore che, stando ai primi riscontri, di fatto dirottava sui conti della moglie i proventi della sua attività tramite delle società attive proprio nella città del Cima. Fra questi buona parte delle somme che servivano al pagamento delle imposte dovute, «sottraendosi così - sottolineano in una nota le fiamme gialle -, per oltre 190mila euro, alle procedure di riscossione attivate a fronte degli ingenti debiti».






