HomeReggio EmiliaCronacaL’assassino del pizzaiolo. Sei giorni prima del delitto rinunciarono a fargli un TsoA Firenze aveva dato in escandescenze ed era stato contattato il suo psichiatra. Ma il ricovero non è mai avvenuto. L’ordinanza del gip: "È schizofrenico".Il momento in cui Andrea Pellati (nel cerchio) si scaglia contro Raffaele StipaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna settimana prima di commettere l’omicidio, Andrea Pellati si trovava a Firenze in stato confusionale. Quel giorno, il 23 giugno, lo psichiatra che lo stava seguendo dal 2021 è stato chiamato da un operatore del 118 "in vista di un possibile Tso": ma il trattamento sanitario obbligatorio non è mai avvenuto. È la circostanza che emerge sul 43enne indagato per l’omicidio volontario di Raffaele Stipa, ucciso lunedì nella sua pizzeria "Yoghi" a Reggio Emilia "con plurimi fendenti", di cui due al collo. E che riporta l’attenzione su una questione drammatica: il trattamento delle persone con problemi psichiatrici e l’esplosione dei loro disagi con conseguenze estreme, come avvenuto a Reggio e, un mese fa, a Modena.

Pellati è seguito dal professionista Piero Pieretti: gli è stata diagnosticata la schizofrenia paranoide, malattia per la quale il 43enne stesso aveva confidato di essere in cura ad alcuni residenti del quartiere. Lo psichiatra aveva descritto il suo percorso "regolare", fin quando Pellati è andato a Napoli "entrando in una fase di scompenso". L’ultimo colloquio tra loro è datato 25 maggio, poi a giugno la chiamata da Firenze. Secondo Pieretti, Pellati "è una persona intelligente che sarebbe capace di dissimulare le sue condizioni". Pellati risulta essere stato seguito dal Centro di salute mentale nel 2011, dopo un tso a Roma e il trasferimento in ospedale a Reggio. È anche stato seguito dal Sert per uso di oppiacei e cocaina fino al 2021. Nel tempo la sua "scarsa adesione" alla terapia farmacologica gli ha provocato "ideazioni deliranti e angosciose", descritte come "visione di un mondo diabolico, debordante di perversione e cattiveria, da cui difendersi".