La ricostruzione dell’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa nella sua attività a Reggio Emilia: il movente e le coltellate inferte da Andrea Pellati. Oggi l’interrogatorio di garanzia: “Diceva di essere schizofrenico”.
È ancora sotto choc Reggio Emilia dopo l'omicidio – consumatosi lunedì sera – di Raffaele Stipa, titolare della pizzeria Yoghi in via Gran Sasso d'Italia, ucciso a coltellata da Andrea Pellati, 43enne pluripregiudicato arrestato dalla Polizia di Stato qualche ora dopo il delitto. Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di ricostruire nel dettaglio i momenti precedenti all'aggressione e il movente.
La ricostruzione dell'omicidio di Raffaele Stipa Stando a quanto riferito dal procuratore capo di Reggio Emilia, Calogero Gaetano Paci, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, tutto sarebbe cominciato all'ora di pranzo, quando un amico di Pellati, cliente abituale della pizzeria, si sarebbe recato nell'attività dei fratelli Stipa chiedendo tre pizze gratis. La sorella di Raffaele, avendo i due accumulato dei debiti negli ultimi tempi, circa una ventina di euro, avrebbe detto di no. L'omicidio è avvenuto dopo ore, intorno alle 22.30, quando Pellati è entrato nella pizzeria e ha aggredito il 67enne, oltrepassando il bancone. "È entrato per ucciderlo", ha detto il procuratore. Dopo la colluttazione, anche Antonella Stipa, nel tentativo di fermarlo, è stata colpita ed è rimasta ferita. Il killer è poi fuggito a piedi ma grazie anche ai video delle telecamere di sorveglianza del locale è stato identificato e arrestato qualche ora dopo a casa dei genitori. Come sta la sorella del pizzaiolo ucciso Secondo l'ultimo bollettino dell'Ausl di Reggio Emilia, Antonella Stipa, sorella del pizzaiolo ucciso, rimasta anche lei ferita nelle fase concitate del delitto, è fuori pericolo. Trasferita dopo l'aggressione in ospedale, per i medici le sue condizioni sono stabili. È stata già dimessa con una prognosi di 20 giorni ed è sotto choc per aver visto uccidere il fratello.










