Sorte acclamato coordinatore al congresso (con Cattaneo vice) lancia la candidatura dell'economista con due super-assessori

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L'idea un po' pazza di candidare sindaco Antonio Di Pietro, lanciata dalla senatrice FdI Daniela Santanchè, è tramontata dopo un giorno. L'ex pm di Mani Pulite ha declinato e a tenere banco ieri è stata ancora l'ipotesi Carlo Cottarelli. Con una nuova suggestione: "Cottarelli sindaco e gli ex Moratti e Albertini super assessori, Letizia al Welfare e ai Rapporti internazionali e Gabriele alla Sicurezza". É il ticket lanciato dal coordinatore regionale Alessandro Sorte, confermato ieri sera per acclamazione al primo congresso lombardo, convocato all'Auditorium Testori a Palazzo Lombardia. L'economista sta sulla porta, nei giorni scorsi ha dichiarato un "ci penserei", aggiungendo subito dopo che "non vuol dire che accetterei. Mi sembra una cosa complicata. E non è un lavoro facile". Ma sono parole che lasciano ben sperare gli sponsor, in primis Sorte (che era già in carica da tre anni e prosegue con Alessandro Cattaeo come vicario). Già in mattinata aveva ribadito che Fi è per "un civico che possa allargare al centro la coalizione e Cottarelli, proposto da Tajani, è super valido e ha appena dichiarato che è difficile ma che potrebbe pensarci". Con gli alleati "prima dei nomi vogliamo però ragionare sullo schema, cioè allargare e rafforzare l'area di centro della coalizione". E per includere (ad esempio) i calendiani serve un civico, moderato, liberale. Guarda caso anche il segretario milanese di Azione Francesco Ascioti ieri nelle stesse ore ha ribadito che "la disponibilità di Cottarelli a correre per Milano sarebbe una bellissima notizia per la città. Da sempre sosteniamo la necessità di identificare un profilo civico di alto valore, con competenze conclamate e credibilità. Il professore risponde a tutte queste caratteristiche. Potrebbe unire una vasta coalizione con le forze di progresso e quelle liberali". Il centrodestra lancerà nelle prossime settimane un sondaggio su una decina di nomi al massimo e l'economista sarà testato anche se convincere la Lega sarebbe ostico e anche FdI non chiude ma solleva (forti) dubbi.