Ex mister spending review, uomo del Quirinale per un governo tecnico, eletto (per poco) col Pd in Senato. Ora il leader di Azione rispolvera il suo nome per Palazzo Marino. E Forza Italia approva. L’economista che non si tira mai indietro, nonostante le delusioni, cosa farà?

Carlo Cottarelli è un uomo dalle molte qualità: dalla competenza economico-finanziaria che tutti gli riconoscono a un’immagine pubblica di persona equilibrata, affidabile e aliena alle logiche della politica muscolare. Soprattutto, gli va riconosciuta la perseveranza con la quale continua a mettersi al servizio della collettività, nonostante alcune delusioni di percorso. E adesso, nella corsa su Milano, almeno un paio di partiti fanno la fila per tirargli la giacca. Per convincerlo a scendere in campo nel centrodestra. Lui che aveva legato il suo recente passato al centrosinistra. Riusciranno a convincere l’ex mister Mani di forbice?

Il commissario alla spending review che sbatté contro la macchina amministrativa

Nel 2013 l’allora premier Enrico Letta lo nominò commissario alla spending review, ruolo che mantenne anche con l’avvento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, ma che lasciò un anno dopo, ammettendo di aver sbattuto il muso contro una macchina amministrativa difficilmente riformabile. E come dargli torto?