L'ex senatore: "Deluso dal Pd e non ho cambiato casacca". Piscina: "Lui o Spada? Scelgo l'ex presidente delle imprese"

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"Al momento nessuno mi ha fatto una proposta ufficiale. Se qualcuno verrà con qualcosa di chiaro valuterò, per ora non ci penso". Il corteggiamento di Forza Italia e Azione a Carlo Cottarelli come candidato sindaco continua ma l'economista per ora finge che si trattino di rumors. Lo ha ribadito ieri in Senato a Roma, dove ha lanciato con la Fondazione Einaudi la raccolta firme con lo slogan "Quando mi costi?", a sostegno del disegno di legge sulla "Misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti". Lo aveva depositato a inizio legislatura proprio Cottarelli. Era stato eletto nell'ottobre 2022 con il Pd, trascorso politico che lo fa finire fuori o in fondo all'elenco dei papabili della Lega e anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi (che si scalda per la corsa) e FdI sono critici. Cottarelli in un'intervista al Corriere ieri ha ricordato di essere stato eletto sì con il Pd ma "poi il partito si è spostato in una direzione che non era più la mia" ha puntualizzato "io ero comunque di centro ma non mi sembrava giusto cambiare casacca e quindi mi sono dimesso", rimase in carica solo sette mesi. Un atto di coerenza, a differenza di (molti) altri avrebbe poturo salvare il cadreghino. Il coordinatore regionale di Fi Alessandro Sorte sta caldeggiando l'ipotesi Cottarelli a tutti i costi, ossia correndo con Azione per ritrovarsi con gli altri partiti del centrodestra al ballottaggio. Anche per l'economista una campagna al primo turno senza il sostegno della Lega sarebbe meno scivolosa. Ma da più parti sembra una strategia troppo rischiosa, tanto più che nel 2027 si voterà per le Politiche e Milano non è Vigevano, a livello mediatico. Due giorni fa i coordinatori cittadini si sono incontrati, anche per sollecitare i rispettivi segretari regionali a convocare il Tavolo Milano che deve ridurre a una decina i nomi in circolazione e lanciare un sondaggio. La commissaria cittadina di Fi Cristina Rossello ci avrebbe tenuto a rassicurare gli alleati, "qualsiasi apertura ad Azione verrà fatta nell'ambito di una coalizione unita, no alleanze variabili tra primo e secondo turno". L'ipotesi di spaccare il centrodestra divide gli azzurri, c'è chi ricorda che Silvio Berlusconi creò la coalizione che governa il Paese.