L’idea è stata riportata dai giornali di ‘area’ del centrodestra, Il Giornale e Libero, attribuendone la maternità all’ex ministra Daniela Santanchè, oggi senatrice di FdI. Ovvero, candidare Antonio Di Pietro, il pm simbolo di Mani Pulite, poi lanciatosi in politica con la fondazione del partito Italia dei Valori, quale possibile sindaco di Milano per il centrodestra.

L’ex pm, che ha vissuto per molti anni a Milano (ma ha lasciato il capoluogo lombardo da tempo), dopo aver scelto la politica a discapito della magistratura è stato più volte ministro. Allontanatosi per qualche anno dalla vita pubblica, nei mesi scorsi è tornato al centro della scena con la scelta di diventare un testimonial per il Sì al referendum sulla giustizia (poi bocciato) che proponeva, con la riforma costituzionale firmata dal ministro della giustizia Carlo Nordio, la separazione delle carriere per i magistrati.

Un modo per sparigliare le carte, secondo molti, nel già affollato parterre che vede a Milano moltiplicarsi giorno dopo giorno il numero di possibili candidati per Palazzo Marino nel 2027. Al tempo stesso, però, una suggestione che – nella città oggi bloccata dalle inchieste sull’Urbanistica – suscita curiosità.