Milano, 1 luglio 2026 – Chi segue la politica da tempo ricorderà che nel 1994, appena vinte le elezioni, Silvio Berlusconi cercò di convincere Antonio Di Pietro a diventare il ministro dell’Interno del nascente governo di centrodestra, il primo della cosiddetta Seconda Repubblica. Il pm simbolo di Mani Pulite, “nemico pubblico” di quel Bettino Craxi che ebbe, invece, un solido rapporto con il Cavaliere, ingolosito dall’offerta e tentato dall’avventura in politica, tentennò per qualche giorno.
Poi rifiutò, salvo successivamente intrupparsi nel centrosinistra con il suo movimento Italia dei Valori ed essere nominato, fra l’altro, ministro dei Lavori Pubblici nel primo governo Prodi, addì 1996.
Questa lunga introduzione per dire che oggi un altro esponente di centrodestra pensa al Tonino nazionale per un incarico di assoluto prestigio. Si tratta dell’ex ministro del Turismo Daniele Santanché, uscita dall’esecutivo Meloni in seguito ad alcune vicende giudiziare che l’hanno coinvolta. L’esponente di Fratelli d’Italia, milanese d’adozione, sul suo profilo Facebook ha lanciato una proposta destinata a fare discutere.
Il post
"Di Pietro – ha scritto Santanché sulla sua pagina Facebook – è stato ministro, leader di partito, senatore, conosce Milano e le sue problematiche. È stato in prima linea nella campagna per il Sì al referendum sulla giustizia. Per questo credo che sarebbe un valido candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative”.






