Tra tanti candidati, incerti e sussurrati, salta fuori un nuovo nome come papabile nome del centrodestra da spendere per la corsa a Palazzo Marino. È Antonio Di Pietro, uomo simbolo di Mani Pulite, l’ultimo volto che qualcuno vorrebbe come candidato sindaco a Milano. A fare rumore è anche chi lo ha proposto: l’ex ministra del Turismo Daniela Santanché, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Lombardia e vicinissima al presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Di Pietro -scrive- è stato ministro, leader di partito, senatore, conosce Milano e le sue problematiche. È stato in prima linea nella campagna per il Sì al referendum sulla giustizia”. Per questo -sottolinea Santanchè – “credo che sarebbe un valido candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative”. L’endorsement della senatrice meloniana ha acceso il dibattito all’interno della coalizione. C’è chi pensa sia stata una provocazione, chi una sorta di ballon d’essai, ovvero il tentativo di offrire un’alternativa all’economista Carlo Cottarelli, che continua ad aleggiare, rilanciato anche dal segretario azzurro Antonio Tajani. L’ex pm di Tangentopoli preferisce non commentare per non alimentare polemiche e discussioni.
Di certo, il centrodestra resta alle prese con il nodo del volto da proporre a sindaco a Milano. Trovare un candidato vincente che metta tutti d’accordo non è semplice tra veti incrociati e divisioni correntizie. Si susseguono contatti, incontri. Le trattative sono partite da tempo ma siamo ancora lontani da un nome condiviso. Allo stato, le posizioni dentro la maggioranza restano quelle emerse dalla cena di lunedì scorso in un ristorante del centro tra La Russa e i coordinatori regionali del centrodestra, ossia Alessandro Sorte di Forza Italia, Massimiliano Romeo della Lega, Alessandro Colucci di Noi Moderati e Carlo Maccari di FdI.








