Il professionista era arrivato a Trezzo 6 mesi fa, ora ricomincia la fase di incertezza. Il sindaco: "Spazi a disposizione, l’organizzazione del servizio però spetta all’Asst" .Sei mesi appena e Trezzo torna al punto di partenza. Da metà luglio circa 1.600 cittadini resteranno di nuovo senza medico di famiglia. Una doccia fredda per la città, che solo all’inizio dell’anno aveva salutato l’arrivo del nuovo professionista come la fine di una fase di incertezza aperta dal pensionamento dello storico collega Federico Magno. L’incarico, invece, si è rivelato una parentesi. Ora, bisognerà trovare un’altra risposta per evitare che centinaia di famiglie rimangano prive del punto di riferimento per visite, prescrizioni, ricette e controlli. Una situazione che riporta in primo piano un problema destinato a pesare soprattutto sugli anziani, sui malati cronici e su chi necessita di un rapporto costante con il proprio dottore.

La crisi era esplosa all’inizio dell’anno, quando l’Asst Melegnano Martesana non era riuscita a individuare subito un sostituto. Per evitare che gli assistiti restassero senza copertura, azienda ospedaliera e Comune avevano costruito una soluzione d’emergenza. Nella sede della Protezione civile di via Baracca era stato infatti allestito un ambulatorio medico temporaneo, dove i quattro medici già in servizio a Trezzo si alternavano nell’assistenza ai pazienti rimasti orfani. Il Comune aveva messo a disposizione gratuitamente gli spazi, garantendo anche il supporto logistico necessario al funzionamento della struttura. L’arrivo del nuovo titolare aveva finalmente chiuso la vicenda. L’ambulatorio temporaneo era uscito di scena e l’attività trasferita nella Casa della Comunità all’ex Asl, in piazzale Gorizia. Sarà ora l’Asst Melegnano Martesana a decidere come garantire il servizio nelle prossime settimane. "Come già in passato siamo pronti a fare la nostra parte - spiega il sindaco Diego Torri -. Se sarà necessario metteremo nuovamente a disposizione spazi e supporto logistico. L’organizzazione del servizio compete però all’Asst, con la quale continueremo a collaborare per individuare la soluzione migliore. L’obiettivo è evitare che i cittadini si trovino scoperti". La vicenda riaccende i riflettori sulla cronica carenza di medici di medicina generale nell’Adda Martesana, un fenomeno che da tempo interessa gran parte del territorio. Per i 1.600 assistiti trezzesi ricomincia così l’attesa. La speranza è che questa volta il periodo senza dottore sia breve.