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La dottoressa che operava in paese conclude la sua attività. Il riferimento è l’ambulatorio temporaneo. Sono circa mille gli assistiti nel limbo. "Ora speriamo che la fase di transizione duri il meno possibile".

"Noi, orfani del medico di base. Speriamo che questa fase di transizione, con la necessità di fare riferimento all’ambulatorio temporaneo di Peschiera Borromeo, duri il meno possibile". È questo il sentimento più diffuso tra i pazienti della dottoressa Martina Cancellieri, che da oggi termina la sua attività a Paullo (per un trasferimento). Sono circa mille gli assistiti che si ritrovano così nel limbo e dovranno spostarsi fuori Comune, per visite e consulti. Tra questi c’è Danilo Ghigna, che ricorda: "Già tre anni fa abbiamo vissuto la stessa situazione, col pensionamento della precedente dottoressa, ma adesso è anche più complicato perché, in caso di bisogno, ci si dovrà recare a Peschiera. Ci si augura che almeno i pazienti più fragili o anziani - ad esempio la mia mamma, che ha 84 anni - vengano ridistribuiti fra gli altri medici attivi a Paullo, senza essere costretti a continue trasferte fuori Comune". "I più penalizzati? Le persone con patologie importanti, o che faticano a muoversi", aggiunge un altro cittadino, Andrea Dionigi, rimarcando che "i mezzi pubblici non coprono il territorio in maniera capillare. Col proprio medico di base si crea, nel tempo, un rapporto consolidato; ora invece sarà disorientante dover spiegare ad altri specialisti, nel dettaglio, la propria storia clinica. Mi chiedo perché non si siano valutate soluzioni alternative agli spostamenti su Peschiera. Serve un potenziamento, e un ripensamento, della sanità territoriale". Tra i cittadini si respira dunque un clima di preoccupazione, mentre si spera che almeno una quota dei pazienti della Cancellieri venga riassorbita dagli altri dottori presenti a Paullo. Oppure che possa essere individuato un sostituto, il prima possibile. Nel distretto Bassa Martesana-Paullese, che comprende 9 Comuni tra quelli dell’Asst Melegnano Martesana, per un totale di 153mila abitanti, sono circa 5mila i cittadini senza il medico di base, chiamati a fare capo a servizi temporanei. I medici di base sono figure che le aziende sanitarie faticano a reperire dopo che questa professione è diventata, per svariati motivi, meno appetibile rispetto al passato. I Comuni cercano di collaborare, per invertire la tendenza, mettendo a disposizione spazi a costi calmierati, che possano essere adibiti ad ambulatori. Ma non sempre questo è sufficiente per dare ossigeno al sistema.