RONCADE - Il medico di famiglia va in pensione. Ma non ci sono sostituti. E così 1.400 pazienti sono costretti a raggiungere ambulatori fuori da Roncade: 600, tra quelli più fragili, sono stati assegnati d’ufficio a dottori con studio a Monastier e Zenson - cercando di ridurre le distanze - mentre il resto è stato dirottato negli ambulatori tra Preganziol e Mogliano. Per questi ultimi vuol dire oltre 30 chilometri di distanza, tra andata a ritorno.

Domenica, 31 maggio, sarà l’ultimo giorno di lavoro per Fulvia Facchin, 67 anni, medico di famiglia con ambulatorio in via Marconi a Roncade. La dottoressa aveva comunicato all’Usl ancora a metà febbraio la decisione di interrompere il rapporto in convenzione. Ma a causa della carenza di camici bianchi sul territorio non sono bastati 3 mesi e mezzo per trovare qualcuno che potesse prendere il suo posto. Nemmeno un sostituto temporaneo. Il primo bando è andato deserto. E il prossimo è in calendario per giugno. La ricerca Per garantire l’assistenza sanitaria senza interruzioni, l’Usl ha bussato alla porta dei medici di base già in servizio nei comuni più vicini a Roncade. Ma da questi non è emerso un numero sufficiente di posti liberi per accogliere tutti i pazienti di Facchin. «Dall’analisi della situazione dell’ambito comprendente Roncade, Monastier e Zenson - specificano dall’Usl - non risulta la capacità da parte dei medici di assistenza primaria di riassorbire tutte le scelte in carico alla dottoressa». Così si è allargato il cerchio, riuscendo a reperire i posti mancanti tra i medici che hanno dato la loro disponibilità a Mogliano. I disagi Il piano di ricollocamento dei pazienti è temporaneo: sarà valido fino a quando non arriverà un nuovo dottore a Roncade. Ma tra i cittadini non mancano i malumori. Anche perché i tempi non possono essere certi: oggi nel trevigiano mancano complessivamente oltre 55 medici di famiglia.Per il Comune è stato un fulmine a ciel sereno. «Questa amministrazione è venuta a conoscenza del pensionamento del medico solo venerdì scorso, apprendendo la notizia direttamente dagli assistiti - dice Marco Donadel, sindaco di Roncade, oltre che presidente della Provincia - ci siamo subito attivati per assumere informazioni presso la direzione sanitaria. L’operazione di ricollocamento gestita dall’azienda sanitaria ha permesso di non lasciare nessuno scoperto dal punto di vista assistenziale». Ma non si nascono le difficoltà.«Siamo tuttavia consapevoli che il trasferimento, in alcuni casi verso comuni più distanti, rappresenti un disagio per molti cittadini - spiega il sindaco - anche se la gestione dei bandi e l’assegnazione dei medici non dipendono direttamente dal Comune, stiamo monitorando la situazione giorno per giorno. E continueremo a sollecitare la direzione sanitaria affinché il nostro presidio medico locale venga ripristinato nel più breve tempo possibile». Per ora, però, il quadro resta questo. E dal primo giugno ai pazienti seguiti da Facchin non resterà che spostarsi in altri comuni.