In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose. Negli ambulatori dei medici di base si consuma, ogni giorno, un’emergenza: code di pazienti, telefoni che squillano incessantemente, pratiche burocratiche in aumento e un numero sempre più alto di cittadini affidati a un singolo professionista.
Il medico di base rappresenta la prima interfaccia tra il cittadino e il Servizio sanitario nazionale, ma è sempre più sopraffatto da un sistema in forte sofferenza. A raccontarlo è Salvatore Caiazza, medico di base a Quarto, in provincia di Napoli, presidente dell’associazione Medici senza carriere, attraverso cui denuncia le criticità che riguardano la professione, e segretario della sezione napoletana del Sindacato Medici Italiani (SMI). “Poiché in Campania non venivano pubblicati gli ambiti di medicina generale e i giovani medici erano costretti a restare precari facendo sostituzioni, mi sono dovuto trasferire a Mantova per ottenere la convenzione. Lì ho lavorato per anni finché nel 2021 sono riuscito a tornare a Quarto, dove ho avuto un forte impatto con una medicina territoriale inesistente”, racconta. Il confronto tra le due realtà è impietoso.






