Non solo nei piccoli comuni. Il problema della carenza di medici di base colpisce anche Settimo Torinese. A sollevare il caso sono i consiglieri regionali del Pd Alberto Avetta e Daniele Valle che hanno portato in Consiglio regionale, con un'interrogazione, il «caso Settimo»: circa 45mila abitanti alle porte di Torino. Al centro della polemica c'è la cessazione dell'incarico della dottoressa Sara Capogreco, medico di famiglia a tempo determinato subentrata dopo le dimissioni del collega Vittorio Picottino.
L’Asl: “Scegliete il medico fuori città”
Una comunicazione dell'Asl To4, da cui dipende Settimo, ha informato i cittadini che, al momento, nessun altro medico si è reso disponibile a prendere il suo posto. E dunque bisognerà scegliere il medico di base fuori Settimo, perché le disponibilità degli altri sono esaurite. In tutto, in città, lavorano 26 medici di base.
I numeri e le polemiche
«La lettera dell’Asl è una dichiarazione di fallimento della sanità pubblica - affermano Avetta e Valle -. Se persino una città come Settimo resta senza un medico di famiglia, significa che il problema non riguarda più soltanto le aree montane o i piccoli Comuni». I consiglieri parlano di una criticità strutturale: «Non siamo di fronte a un'emergenza: nel 2026 in Italia andranno in pensione 11.400 medici di famiglia e in Piemonte 765 hanno già raggiunto o stanno per raggiungere i 70 anni, l’età pensionabile». Da qui l'affondo alla Giunta Cirio: «La medicina territoriale, che all'epoca Covid era considerata come un obiettivo irrinunciabile, non è più una priorità in questa Regione. La Giunta Cirio pensa di affrontare il problema, oppure preferisce tagliare i nastri alle Case della Salute che rischiano di essere inutili se non viene garantito il personale che dovrà lavorarci?».







