TREVISO - Carenza di risorse e di personale. Disuguaglianze territoriali. Difficoltà di accesso alle cure. Più l'invecchiamento della popolazione. Il sistema sanitario è in difficoltà. E a lanciare l'allarme stavolta è direttamente l'Ordine dei medici di Treviso: «In questo contesto, il diritto alla salute, principio fondante del sistema, rischia di indebolirsi - mettono in chiaro dall'ente guidato dal presidente Luigi Faggian - le recenti crisi, a partire dalla pandemia, hanno messo in luce limiti strutturali e la necessità urgente di ripensare modelli organizzativi, investimenti e priorità. Non si tratta più solo di gestire l'emergenza, ma di avviare un cambiamento concreto e sostenibile». Il problema è generale. Ma la Marca non è un'isola felice. Da qui la presa di posizione dell'Ordine, con le associazioni a tutela del malato, per lavorare al rinnovamento dell'alleanza tra medici e pazienti.

I numeri sono netti anche nella Marca. L'Usl punta ad assumere 150 medici per coprire l'intero fabbisogno degli ospedali. I sindacati, poi, evidenziano anche la mancanza di 100 infermieri e di 80 operatori sociosanitari. Mentre sul territorio mancano 55 medici di famiglia titolari. In tutto ciò, stanno gradualmente iniziando le attività delle 16 nuove Case di comunità, i super-ambulatori dell'Usl, aperti 24 ore su 24, realizzati nell'ambito del Pnrr. Ma manca ancora l'accordo regionale per l'ingresso dei medici di famiglia nelle nuove strutture. L'azienda sanitaria spera che la situazione possa essere sbloccata dal decreto del ministro della Salute, Orazio Schillaci, ormai pronto. Sul tavolo ci sono le questioni riguardanti la possibilità per la Regione di assumere medici di base e le sei ore settimanali obbligatorie nelle case di comunità. I sindacati, però, sono sulle barricate.