Don Davide Pagliarani, classe 1970, originario di Rimini, è il ‘capo’ dei Lefebvriani. Un sacerdote lefebvriano si veste durante la cerimonia di ordinazioneRimini, 3 luglio 2026 – Scomunica per scisma e criteri per la riammissione nella Chiesa Cattolica. Ieri il dicastero per la dottrina della fede ha reso pubblico il decreto con cui veniva inflitta la pena canonica della scomunica al vescovo Alfonso de Galarreta, per aver ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, il vescovo consacrante Bernard Fellay e i 4 sacerdoti che sono stati elevati alla cattedra episcopale pur sapendo che non vi era l’autorizzazione apostolica. A loro bisogna aggiungere tutti i presbiteri che appartengono alla Fraternità sacerdotale San Pio X, realtà che ha promosso la funzione e che, quindi, non potranno più somministrare i sacramenti. In un successivo documento il dicastero del prefetto Victor Fernandez ha stabilito anche le modalità con cui sacerdoti della fraternità possono rientrare nella Chiesa Cattolica.

Oltre a chiedere la grazia a Santo Padre, a sottoscrivere un documento in cui si accettano integralmente le conclusioni del Concilio Vaticano II i candidati devono anche trovare un vescovo che li accolga nella loro diocesi. Più complessa la situazione dei semplici fedeli, con l’ex Sant’Uffizio che fa diverse distinzioni tra chi non riconosce l’autorità del Sommo Pontefice e chi si è avvicinato alla fraternità per una esigenza spirituale. Intanto all’orizzonte vi è una nuova scomunica: il 25 luglio padre Michael Mary, superiore generale dei “Sons of the Most Holy Redeemer”, più noti come “Redentoristi transalpini”, dovrebbe essere ordinato vescovo sull’isola scozzese di Papa Stronsay senza mandato pontificio.