"Aspettiamo che l’uragano passi. E intanto continuiamo per la nostra strada. Ma non vogliamo assolutamente lo scisma". A dirlo è don Ludovico Sentagne, il presbitero che dal 2018 guida il Priorato della Madonna di Loreto, la ’casa’ dei lefebvriani a Rimini. Don Sentagne vive lì con altre 3 sacerdoti, i vicari don Luigi Moncalero, don Marco Laghi e padre Daniele Gianre, e 4 suore. Conosce molto bene il superiore della Fraternità San Pio X, il riminese don Davide Pagliarani (nella foto con don Ludovico Sentagne). Si è formato ed è stato tanti anni in servizio qui, nella piccola chiesa ricavata da un capannone a Spadarolo, don Davide, l’uomo della scisma, che ha sfidato Papa Leone ordinando la settimana scorsa a Ecõne – in Svizzera – 4 nuovi vescovi della comunità lefebvriana. Un atto condannato dal Pontefice e costato la scomunica ai lefebvriani. Ma i preti dell’ordine fondato nel 1970 dall’arcivescovo Marcel Lefebvre non sembrano preoccupati. Proprio come i loro fedeli. "L’altro ieri alla messa – rivela don Sentagne – c’era molta più gente rispetto ad altre volte, forse attirata dalle notizie di questi giorni". Sono centinaia i riminesi che frequentano le messe e le attività del Priorato Madonna di Loreto. E a Spadarolo arrivano anche tanti fedeli da fuori. "La scomunica? Ce l’aspettavamo – ammette don Sentagne – Ma abbiamo visto la Chiesa usare due pesi e due misure. I veri scismatici, come l’arcivescovo di Canterbury, vengono ricevuti con onori. Mentre noi che chiedevamo il pane della vera dottrina riceviamo la pietra della scomunica. Ma restiamo figli della Chiesa". Don Sentagne ci tiene a sottolineare che "uno scisma non è la semplice disobbedienza al Papa. È rifiutare l’autorità del Papa come tale, come hanno fatto gli ortodossi. Noi invece accettiamo l’autorità del Pontefice, ma non accettiamo i cambiamenti dottrinali". Ma in Vaticano la vedono diversamente: con l’ordinazione dei vescovi i lefebvriani hanno compiuto "un atto scismatico". "Ma noi non vogliamo fare una Chiesa parallela – assicura ancora il priore – E lo abbiamo dimostrato in tutti questi anni, da quando abbiamo ordinato i vescovi nel 1988". La vita a Spadarolo e nelle altre chiese dei lefebvriani prosegue "come prima. Noi andiamo avanti per la nostra strada, ma sempre al servizio della Chiesa. E aspettiamo che passi l’uragano".
I lefebvriani di Rimini: "Più fedeli a messa dopo la scomunica"
Le reazioni del priorato di Spadarolo. Don Ludovico Sentagne: "Non vogliamo lo scisma. Aspettiamo che l’uragano passi".













