L'Editoriale

Giovedì 02 Luglio 2026

MONDO. Tra gli infiniti e accesissimi dibattiti che Donald Trump suscita con la sua azione, politica e non, ce n’è uno che investe con particolare forza gli Usa e i loro assetti istituzionali. Ci riferiamo alle decisioni che la Corte Suprema (nove membri a maggioranza conservatrice, dei quali tre nominati da questo presidente) deve prendere quasi a raffica di fronte alle continue accelerazioni trumpiane.

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L’ultima è quella con cui ha respinto l’idea di abolire lo ius soli (chi nasce in territorio americano è cittadino americano), parte della stretta anti immigrazione tanto invocata da Trump. Prima ancora, la stessa Corte aveva sentenziato sul voto per posta (Trump voleva che i voti arrivati dopo l’Election day non venissero conteggiati: respinto), sul «caso E. Jean Carroll» (aveva accusato Trump di abusi sessuali e ottenuto una condanna e un risarcimento di 5 milioni di dollari: respinto il ricorso di Trump) e sulla vicenda di Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve che Trump voleva licenziare perché accusata di presunte frodi sui mutui: richiesta respinta.