La Corte Suprema frena Trump sullo Ius Soli, ma il tycoon porta a casa due vittorie: stop per atleti transgender nelle competizioni femminili e stop ai limiti di spesa per le campagne elettorali
a
Nella Corte Suprema Usa, tre giudici conservatori - John Roberts, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett - e tre di orientamento progressista - Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson - si sono uniti per bocciare l'ordine esecutivo col quale il presidente Donald Trump aveva ristretto radicalmente l'interpretazione del "diritto di cittadinanza per nascita" firmato nel primo giorno d'insediamento alla Casa Bianca. Il provvedimento stabiliva che i figli nati da persone presenti nel paese illegalmente o temporaneamente non fossero cittadini. Una scelta bocciata.
Nella decisione, i giudici si sono basati su un'interpretazione ormai consolidata del 14° Emendamento - adottato dopo la Guerra Civile - e su leggi federali più recenti, stabilendo che chiunque nasca nel Paese è cittadino, salvo limitate eccezioni. È la seconda grande frenata per il presidente, già dopo lo stop ai dazi globali arrivato lo scorso febbraio.
Trump ha definito la decisione "un male" per il Paese, mentre il suo vice JD Vance ha parlato di sentenza "atroce" avvertendo che potrebbe perfino incoraggiare un maggior numero di persone a sfruttare il sistema di immigrazione. "Naturalmente la rispettiamo, ma pensiamo anche che sia stato un errore gravissimo: uno dei rischi è che le persone vengano qui letteralmente in vacanza, partoriscano e poi, all'improvviso, il bambino e la sua famiglia godano di tutti i benefici della cittadinanza americana. È una decisione assurda" ha poi aggiunto il vicepresidente Usa.












