"Abbiamo capito il problema e potrebbe ricapitare". Le parole di Jannik Sinner, fresco di vittoria sudata con il portoghese Borges, restano sospese nell'aria come una ghigliottina per il condannato a morte. Fanno paura, perché sono tanto consapevoli quanto crude. Un problema c'è, è stato individuato, ma non è di semplice risoluzione. Il che fa di quella specie di robot imbattibile che tutti abbiamo imparato ad amare, il più normale degli esseri umani. Annessi e connessi, quindi debolezze incluse. Certo è che gran parte del suo Wimbledon, quale che sia il modo in cui la vogliamo vedere, passa attraverso questa grande incertezza. Se Jannik riuscirà a star bene è assai improbabile che possa perderlo. Altrimenti... altrimenti può bastare un Cerundolo o chi per lui.
Dagli asciugamani raffreddati agli integratori, ecco come Sinner prova a vincere i suoi mali
I problemi al Roland Garros e le visite approfondite al San Raffaele: "Potrebbe ricapitare, ma..."













