Jannik Sinner ha cercato di fare chiarezza dopo il malore al Roland Garros. Altri pezzi per ricostruire il puzzle di quanto accaduto direttamente da Wimbledon.

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"Abbiamo capito cosa è successo" e "Sì, potrebbe risuccedere". Due frasi semplici semplici che Jannik Sinner ha pronunciato direttamente da Wimbledon dopo la vittoria su Borges e che hanno stuzzicato la curiosità di tutti, presenti e non. Ha dato due informazioni importanti sul malore accusato al Roland Garros e gli strascichi dello stesso, senza però, lecitamente, svelare appieno tutto. Un quadro utile in primis a se stesso e poi anche a chi tiene alle sorti del numero uno al mondo dopo tanta apprensione. In questi casi ovviamente è sempre meglio astenersi da ipotesi campate in aria sulle condizioni del campione, anche se di certo altri due pezzi del puzzle di quanto accaduto nelle ultime settimane sono stati inseriti.

Sinner e la certezza di aver capito cosa è successo a Parigi Partiamo da una certezza, ovvero quella che Sinner e il suo team abbiano individuato il problema. Nella giornata del famigerato match contro Cerundolo (al Roland Garros) il corpo ha dato dei segnali di insofferenza: se già al risveglio il numero uno al mondo ha rivelato di non sentirsi a proprio agio, le cose poi sono andate anche peggio fino al black-out che lo ha portato a uscire di fatto dal match. Probabilmente il limite è stato superato ed è stato necessario fermarsi, anche perché già a Madrid contro Medvedev erano arrivati dei campanelli d'allarme. Chi è costantemente a contatto con questa tipologia di situazioni come il dottor Di Giacomo, Responsabile Medico Ufficiale degli atleti agli Internazionali BNL d'Italia e alle Nitto ATP Finals, sa bene che può succedere. Soprattutto in condizioni di forte stress fisico e mentale: Jannik Sinner, seppur eccellente nel suo atteggiamento, è comunque umano e inevitabilmente ha pagato dazio a ritmi frenetici con la manifestazione che conosciamo. Tornei consecutivi, cambi di superficie e ambiente, sforzi fisici notevoli prima, durante e dopo i match e anche il carico legato all'attività extra-campo. Se a questo aggiungiamo anche le inaspettate temperature parigine, il quadro è ancora più chiaro: "Sodio, cloro e potassio vengono persi in quantità differenti in base anche a caratteristiche genetiche individuali. E lui aveva già avuto un paio di episodi di questo tipo. Probabilmente il sovraccarico di lavoro accumulato nelle settimane precedenti, l'intensità della partita e il caldo hanno favorito un'eccessiva perdita di potassio e cloro". Tutto ciò potrebbe aver contribuito al problema che Sinner spera non si riproponga.