Garyfallos Konstantinoudis, ricercatore dell'Imperial College di Londra: «I colpi di calore sono solo una piccola parte del problema»

Dopo dieci giorni di caldo asfissiante, l’ondata di calore che dal 21 giugno è piombata sull’Europa sembra finalmente destinata a concedere qualche giorno di tregua. Per oltre una settimana le temperature del Vecchio Continente hanno superato anche di dieci gradi le medie stagionali, creando una vera e propria emergenza sanitaria. Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’ultima ondata di calore ha provocato «più di 1.300 morti in eccesso legati alle alte temperature».

La polemica tra Oms e governo italiano

L’agenzia nazionale per la sanità francese ha detto che il caldo record registrato negli ultimi giorni ha portato a oltre mille decessi aggiuntivi nel Paese. In Italia, però, la questione delle morti legate al caldo ha generato qualche polemica. Secondo l’Oms, lunedì 29 giugno le alte temperature avrebbero provocato almeno cinque vittime. Un numero immediatamente contestato dal ministero della Salute, che ha replicato: «A noi attualmente non risultano questi decessi».

Dietro disallineamenti come questo a volte si nasconde uno scontro tutto politico. «Smettetela di lamentarvi. In inverno muoiono sempre più persone rispetto all’estate, perché il freddo uccide molto più del caldo», ha detto nei giorni scorsi Chris Wright, segretario all’Energia dell’amministrazione Trump, provando a minimizzare l’impatto dell’ultima ondata di calore che ha colpito l’Europa. Nel caso del governo italiano, dichiarazioni incendiarie di questo genere non ce ne sono state. L’inghippo, semmai, potrebbe nascere da un problema di tutt’altro tipo, ossia come si calcolano le morti per caldo.