In soli tre giorni, nell'ondata di calore tra il 24 e il 26 giugno, il caldo estremo potrebbe avere causato circa 12.000 decessi in eccesso in Europa. È quanto emerge da uno studio predittivo pubblicato sull'Economist che ha preso in considerazione le temperature medie previste per il periodo in 854 città europee combinate con il modello elaborato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine sulla relazione tra temperatura e mortalità.

Secondo questo modello il numero di vittime non è determinato solo dalle temperature assolute, ma anche dalla loro anomalia e dalle caratteristiche locali: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid, perché né i corpi né gli edifici sono adattati a resistere.

Il metodo applicato alle diverse città non tiene conto di alcuni fattori come l'umidità, tuttavia considera in parte il calore notturno, che è uno dei motivi per cui quest'ondata di calore è stata così pericolosa perché il corpo ha poco tempo per recuperare. L'incremento maggiore del tasso di mortalità, in questa analisi, riguarda Parigi dove il rischio di decessi potrebbe aumentare di oltre il 300%: nella capitale parigina le conseguenze saranno maggiori forse a causa dell'effetto riscaldante dei caratteristici tetti grigi di zinco della città. Il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%; a Milano del 170%, mentre Roma è poco sopra il 100%.