Città italiane roventi. Ue, coinvolti in 193 milioni Lo studio: "Possibili 12mila decessi in 3 giorni"

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Dodicimila morti in tre giorni. È la dolorosa scia che potrebbero aver lasciato i tre giorni più caldi della storia recente dell’Europa, quelli tra il 24 e il 26 giugno. Non si tratta, fortunatamente, di croci con un nome e un cognome, ma di decessi «teorici», quelli che secondo uno studio pubblicato sull’Economist - che ha preso in considerazione le temperature medie del periodo in 854 città europee combinate con il modello elaborato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine sulla relazione tra temperatura e mortalità - potrebbero alla fine della fiera incidere sul numero di decessi reali del periodo rispetto a quelli statisticamente previsti.Un modello matematico astratto, che però dà il senso di quello che il Vecchio Continente sta vivendo e continuerà a vivere anche nei prossimi giorni, anche se il fronte rosso si sta spostando verso Est. Secondo i calcoli dell’Afp, ieri almeno 193 milioni di persone in Europa hanno dovuto convivere con temperature superiori ai 35 gradi. E una parte consistente di questo popolo di spossati si trova in Italia, dove ieri l’anticiclone africano Caronte ha aumentato la sua potenza, con temperature ovunque più vicine ai 40° che ai 30°: fanno fede i 41° toccati ieri in alcune aree della Sardegna (piana di Ozieri, piana di Ottana, Medio Campidano e Marmilla) ma forse ancora di più i 37° refertati ad Aosta, ai piedi delle Alpi. E i prossimi giorni non c’è da attendersi una tregua, forse solo da martedì le temperature si abbasseranno di un paio di tacche, mentre da domani potrebbero scatenarsi temporali violenti in diverse regioni.Così da ogni regione arrivano frammenti di quell’enorme mosaico accaldato e in cerca di refrigerio. A Milano si è svolto regolarmente il Pride, spostato alle 17 per evitare il solleone, ma da più parti si invita a rivedere la data di un evento nato per celebrare l’inclusione che però finisce per diventare proibitivo per motivi climatici. A Genova è chiuso da giorni l’ascensore panoramico del Bigo, una delle principali attrazioni del Porto Antico. A Rimini musei aperti come «rifugi climatici». A Bergamo annullato il concerto di Loredana Bertè previsto per oggi al Lazzaretto. A Bolzano quella tra venerdì e ieri è stata la notte di giugno più calda da quando sono iniziate le misurazioni meteorologiche nel 1956: la minima non è scesa sotto i 25,4°, stracciando i 24,2° registrati il 29 giugno 2005.Nel resto del continente non va meglio. La Francia che ha annullato i Pride di Parigi e Lione previsti ieri, solo oggi potrebbe tornare a respirare meglio dopo giorni infiammati dall’afa e dalle morti. Météo-France prevede la revoca degli allarmi rossi per stasera. Il testimone di Paese più in difficoltà è passato alla Germania, dove ieri 75 milioni di persone boccheggiavano, con temperature inaudite in un Pese poco abituato a fronteggiare l’afa: ieri a Saarbrücken alle 17 è stata registrata la temperatura più alta della storia tedesca, 41,3°. La mezza maratona di Amburgo è stata annullata, mentre il percorso ciclistico e la gara Ironman di Francoforte sono stati accorciati.