In Europa ci sono stati oltre 10.000 morti in eccesso durante l’ondata di caldo che ha colpito la parte occidentale del continente nelle ultime settimane di giugno: 10.650, per l’esattezza. La stragrande maggioranza di queste vittime – più di 9.000 – ha riguardato individui dai 65 anni in su. I numeri provengono dai bollettini settimanali di EuroMomo (European Mortality Monitoring), un progetto europeo di monitoraggio epidemiologico nato appositamente per rilevare e misurare in tempo reale i decessi in eccesso legati a fattori stagionali, pandemie o minacce climatiche estreme. Questa rete non agisce in modo isolato, ma standardizza e unisce i dati sulla mortalità provenienti da circa 30 paesi e regioni del continente. EuroMomo è supportato ufficialmente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ed è gestito e coordinato a livello centrale dallo Statens Serum Institut (Ssi), l'istituto nazionale di sanità e ricerca della Danimarca.
Ormai è chiaro, le temperature estreme possono risultare fatali provocando colpi di calore o esacerbando patologie respiratorie e cardiovascolari preesistenti, rendendo la popolazione anziana il target più a rischio. E i dati diffusi in questi giorni lo confermano.











