La Francia ha registrato 2.025 morti più della media nella settimana più dura dell’ondata di caldo che ha colpito l’Europa a fine giugno. Il dato, ancora provvisorio, è stato diffuso da Santé publique France e fotografa l’impatto sanitario di una crisi climatica che non si misura soltanto con i record di temperatura, ma anche con la pressione sugli ospedali, sulle case di riposo e sulle abitazioni private. Nella settimana tra il 22 e il 28 giugno, i decessi per tutte le cause sono aumentati di quasi il 30% rispetto alla settimana precedente.
Il bilancio potrebbe salire, perché i dati raccolti finora si basano sui certificati di morte elettronici e non includono tutte le segnalazioni. Ma la dimensione dell’aumento è già chiara: durante il picco della canicola, la Francia ha contato 8.973 decessi complessivi in una sola settimana, con un’accelerazione particolarmente forte nella regione parigina, dove l’incremento ha raggiunto il 63%. A colpire è soprattutto il luogo in cui molte di queste morti sono avvenute. Secondo i dati sanitari francesi, i decessi nelle abitazioni private sono aumentati del 91% rispetto alla settimana precedente. Nelle case di riposo l’aumento è stato del 37%, mentre negli ospedali si è avvicinato al 20%. Il caldo estremo è pericoloso non solo negli spazi pubblici o nei luoghi di lavoro, ma anche dentro casa, soprattutto per le persone anziane, sole, malate o prive di sistemi adeguati di raffrescamento. Il caldo ha fatto aumentare anche gli accessi ai servizi di emergenza per disidratazione, colpi di calore, problemi renali e complicazioni cardiovascolari. Le autorità sanitarie francesi hanno ricordato che le temperature estreme possono avere conseguenze su tutte le fasce d’età, anche se il rischio resta più alto per gli anziani e per chi soffre di patologie croniche. Il problema, però, non riguarda più soltanto le categorie tradizionalmente considerate vulnerabili: quando le temperature restano elevate per giorni e non scendono durante la notte, l’organismo ha sempre meno tempo per recuperare.













