Quando Klarna ha scelto New York invece dell’Europa per la sua quotazione in Borsa, ha messo in luce una sfida su cui Bruxelles lavora da anni: le aziende europee in più rapida crescita guardano spesso oltre Atlantico, alla ricerca di mercati dei capitali più profondi.
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Mentre l’UE cerca di creare propri campioni dell’intelligenza artificiale, rafforzare l’industria della difesa e trattenere in casa un numero maggiore di aziende ad alta crescita quando raccolgono capitali, resta una domanda: perché un blocco che conta 37.000 miliardi di euro di risparmi delle famiglie fatica ancora a finanziare le sue imprese in più rapida espansione?
Ora l’Unione europea ha intensificato gli sforzi per riformare i propri mercati dei capitali, con l’obiettivo di rendere i flussi di capitale più liberi in tutto il blocco.
I decisori politici stanno portando avanti riforme graduali, tra cui un maggiore allineamento della vigilanza. Ma un mercato dei capitali pienamente unificato richiederà probabilmente molti anni, perché gli Stati membri faticano a mettersi d’accordo sui dettagli tecnici chiave, rallentando il processo.









