Era il 1966 quando in Europa si iniziò a parlare di Unione del mercato dei capitali. E già allora, erano i tempi della Cee (la Comunità economica europea), veniva individuato proprio nella frammentazione uno dei motivi per il malfunzionamento dei mercati. Nel 2014 Jean-Claude Juncker varò la Capital Markets Union. I passi in avanti non furono decisivi. E adesso si è arrivati, con il rapporto di Enrico Letta, alla Saving investment union.
Non è solo questione di nomi. Si parla di quei 300 miliardi di risparmi europei che si spostano ogni anno oltre Atlantico e vanno a finanziare lo sviluppo americano, mentre l’Europa ne avrebbe molto bisogno, anche alla luce anche dei nuovi equilibri geopolitici. Del resto c’è una sorta di «Superlega, come l’ha chiamata l’Ft, di gestori patrimoniali statunitensi che domina in Europa e nel Regno Unito.






