BRUXELLES – Da qui alla fine del 2026 la Commissione europea intende mettere mano alle perduranti barriere che ancora oggi, a 30 anni dalla nascita, ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi nel mercato unico. L’obiettivo è di rendere l’Unione europea più autonoma, meno dipendente dalle esportazioni, in un contesto di protezionismo crescente. Tra le altre cose, Bruxelles vuole semplificare le incombenze amministrative delle medie società.

Nuovo corso per le mid-caps

«Vogliamo facilitare la vita alle cosiddette mid-caps, ossia le società europee di media grandezza che hanno tra i 250 e i 750 dipendenti. Tra le altre cose vogliamo attribuire loro le esenzioni attualmente concesse solo alle piccole imprese, per esempio nell’ambito dell’applicazione del regolamento sulla privacy, noto con l’acronimo Gdpr», ha spiegato il commissario al Mercato unico Stéphane Séjourné, 40 anni, in una conversazione con alcuni giornali europei tra cui Il Sole/24 Ore.

Secondo l’uomo politico francese, «molte piccole società non sono volute crescere in questi anni per non cadere nell’ambito di applicazione di alcuni testi legislativi che avrebbero imposto loro particolari obblighi». La Commissione europea vuole quindi rimettere mano a una manciata di testi legislativi. «C’è già un accordo con le principali forze politiche del Parlamento per effettuare delle modifiche chirurgiche e facilitare la vita delle mid-caps». Queste sono oggi 38mila.