Il dibattito sulla necessità che l'UE acceleri il processo decisionale, limiti l'uso del veto e, più in generale, rafforzi il proprio quadro istituzionale non è nuovo.
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Questo divario è sempre più anche tecnologico: le istituzioni europee sperimentano strumenti di intelligenza artificiale per gestire il carico di lavoro, mentre molte capitali restano indietro.
Ma raramente ci si interroga se i singoli Stati membri stiano tenendo il passo con la crescente velocità legislativa dell'UE o se riescano a rappresentare in modo efficace le proprie posizioni nazionali.
La Commissione europea starebbe valutando l'invio di funzionari nelle capitali degli Stati membri per rafforzare la sua influenza locale e la conoscenza delle politiche. Gli Stati membri, però, non fanno lo stesso per quanto riguarda la loro rappresentanza a Bruxelles.







