Per l’Europa l’intelligenza artificiale è un concentrato di preoccupazioni e criticità che riguardano tanto la crescita economica quanto la sovranità e persino il suo modello sociale. Dopo anni di crescita debole e con un divario di produttività sempre più ampio rispetto agli Stati Uniti, Bruxelles cerca una strada per rilanciare la propria economia senza perdere il controllo delle tecnologie strategiche. L’intelligenza artificiale è probabilmente la sfida che mette insieme tutti questi problemi e, allo stesso tempo, una delle poche occasioni che l’Europa ha ancora per provare a ridurre il proprio svantaggio.

Parte da qui l’analisi di Mario Draghi pubblicata sul Financial Times. «L’Europa si trova di fronte a un difficile insieme di scelte», scrive l’ex presidente del Consiglio e della Bce. «Deve crescere, per poter continuare a finanziare il proprio modello sociale e le nuove esigenze di un mondo cambiato, dalla difesa all’energia. Vuole rimanere sovrana, per poter organizzare la propria economia secondo i propri valori. E vuole una crescita senza i costi in termini di disuguaglianza della ricchezza e di danno ambientale che l’hanno accompagnata altrove». L’intelligenza artificiale insiste contemporaneamente su questi tre aspetti.