Presto, entreranno in servizio 712 tecnici amministrativi e 6919 addetti all’ufficio del processo. Andranno a rafforzare gli uffici giudiziari di tutta Italia. Ma non le procure per i minorenni, oggi diventate una frontiera per il boom di reati che vedono purtroppo protagonisti i più giovani. “A fronte della significativa consistenza quantitativa del personale disponibile – hanno scritto 26 procuratori per i minorenni in una lettera al ministero della Giustizia – l’assegnazione agli uffici requirenti minorili risulta circoscritta a pochissime unità di tecnici amministrativi (29 riservati solo a sette procure per i minorenni), con totale esclusione dalla distribuzione riguardante gli addetti all’ufficio del processo (che pure sono stati assegnati agli altri uffici requirenti nella misura di 505 unità)”.

I procuratori minorili non usano mezzi termini per denunciare la situazione di difficoltà in cui si trovano ad operare: “Da tempo abbiamo (invano) denunciato l’allarmante inadeguatezza degli organici degli uffici requirenti minorili, chiamati ad affrontare fenomeni di disagio e criminalità di crescenti dimensioni quantitative e qualitative (come testimoniato non solo dal forte incremento dei dati statistici dei procedimenti, ma anche dall’attenzione sociale e dalla rilevanza mediatica di questi temi)”, Prima firmataria della lettera è la procuratrice di Palermo Claudia Caramanna. Seguono poi le firme di 26 altri procuratori, fra cui Luca Villa, di Milano; Giovanna Lebboroni, di Roma; Patrizia Imperato, di Napoli; Rosario Plotino, di Bari; Roberta Pieri, di Firenze.