"Rimanendo nel più delimitato confine dell'amministrazione della Giustizia, è necessario, in tempi immediati ed urgenti, aumentare gli organici, dotare la giustizia minorile di più adeguate sistema informatico e di maggiori risorse - prosegue Caramanna - Dobbiamo confrontare con una riforma costituzionale che, per quello che è la mia valutazione, non risolve nessuno dei problemi reali e concreti della giustizia; e tantomeno può servire per risolvere i problemi della giustizia minorile". "Dobbiamo constatare, con amarezza e delusione, che preziose risorse sono destinate a realizzare quelle riforme e non invece riservate ad attività e strutture (come le comunità per ragazzi con problemi di tossicodipendenza oppure centri per la cura e l'assistenza di minori con problemi psichiatrici) che possono effettivamente migliorare il servizio della Giustizia". "Ancora una volta, la responsabilità del mio ruolo mi impone di essere chiara e diretta: è diventata urgente e non più procrastinabile la necessità di investire risorse non in presunte riforme che nulla hanno a che vedere con l'efficienza della Giustizia, ma in quei settori della giurisdizione il cui funzionamento è veramente importante, direi addirittura vitale, per il futuro del nostro Paese. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini è un popolo in declino".