Il fronte del lavoro minorile si muove su due binari paralleli: da una parte l’aumento deciso delle verifiche, dall’altra la crescita – seppure più contenuta – dei minori trovati in condizioni di impiego illecito.
I numeri dei carabinieri della Tutela lavoro parlano chiaro. I ragazzi controllati sono stati 1.138, contro i 776 del 2023: un balzo del 46,6 per cento. Segno che la macchina delle ispezioni ha innestato la marcia alta, spingendo sul pedale dei controlli e ampliando il perimetro delle verifiche.
L’intensificazione non è stata inutile. I minori occupati illecitamente sono passati da 305 a 352, con una crescita del 15,4 per cento. Dietro queste cifre ci sono storie di sfruttamento, buste paga fantasma, contratti mai registrati. Ragazzi spesso intercettati nei settori più esposti: dall’agricoltura stagionale ai laboratori artigianali, fino ai servizi dove il sommerso trova ancora ampie zone d’ombra.
Eppure il dato non si legge in modo lineare. Se la fotografia in valori assoluti segna più casi scoperti, la percentuale dei minori irregolari rispetto ai controllati si abbassa sensibilmente: si passa dal 39,3% al 30,9 per cento. Una discesa che lascia intravedere una dinamica duplice: da un lato, l’efficacia dei controlli nel portare alla luce situazioni sommerse; dall’altro, un possibile effetto deterrente che inizia a farsi sentire.







