«Finalmente arrivano i rinforzi. Domani si insediano due nuove colleghe. Per noi è un po’ come il passaggio di una cometa. È qualcosa che capita quasi ogni duemila anni». Dopo mesi di appelli, e di sforzi collettivi, Emma Avezzù festeggia una buona notizia. La procura dei minorenni di Torino, che coordina, un ufficio che per molto tempo è rimasto sotto organico, torna a essere riempito. I magistrati adesso saranno di nuovo sei, con la presa di servizio di due pm appena arrivate: Cecilia Boldo e Valeria De Lorenzo. Avezzù, è soddisfatta?«Sì. Sono contenta. Le colleghe che si insediano sono giovani e motivate. Di questo abbiamo bisogno, perché la procura dei minorenni ha carichi di lavoro elevatissimi. Quindi, cominciamo l'anno bene. Siamo in sei e finora eravamo in tre. Ma tutto ciò, però, non basta». Sei magistrati, lei compresa, sono pochi per la procura dei minori?«Decisamente sì. Parlano i numeri. Cifre che dimostrano che il nostro organico, comunque, non è adeguato al carico di lavoro».

Parliamo di numeri: quanti fascicoli avete gestito nel 2025?«Da gennaio a oggi abbiamo ricevuto 5.500 segnalazioni, o casi su cui lavorare. E si tratta solo di procedimenti civili. Sono pratiche delicate, che riguardano le condizioni di vita o di malessere, per esempio, di neonati in crisi di astinenza alla nascita o di bambini che assistono a violenze domestiche. Sono casi che gestiamo da soli, come pm, che richiedono tempo e concentrazione, visto che si tratta, per la maggior parte dei casi, di procedure di affidamenti, adottabilità o che riguardano minori stranieri non accompagnati. Poi c’è tutto il lavoro del penale». Quanti fascicoli avete gestito quest’anno nel penale?«Circa 2600. Tra civile e penale, la media nazionale delle procure dei minori è di 500 procedimenti per magistrato ogni anno. Da noi sale a oltre 800. Anche con la presenza delle due nuove colleghe, resteremo con un numero molto alto di fascicoli da gestire».