Via Arenula distribuisce 7.631 tecnici tra gli uffici giudiziari di tutta Italia, ma alle 29 procure per i minorenni ne arrivano soltanto 29, peraltro concentrati in 7 sedi.

A denunciarlo sono 26 procuratori presso i Tribunali per i minorenni che dopo l’assegnazione di tecnici amministrativi e addetti all’ufficio del processo appena stabilizzati hanno vergato una lettera indirizzata al ministro Nordio, al suo capo di gabinetto e ai procuratori generali delle rispettive Corti d’appello.

Nella lettera si può cogliere un velato riferimento all’attenzione politico-mediatica riservata, negli ultimi mesi, a vicende come il caso della famiglia nel bosco, che è costata un’ispezione al Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Non per niente tra i firmatari c’è anche il procuratore di L’Aquila David Mancini, assieme ai colleghi di Palermo, Milano, Roma, Napoli, Bari, Firenze, Taranto, Potenza, Lecce, Catanzaro, Reggio Calabria, Trieste, Cagliari, Perugia, Ancona, Salerno, Messina, Bolzano, Campobasso, Caltanissetta, Brescia, Sassari, Trento, Catania e Genova.

“La decisione… – spiegano – purtroppo ci conferma come gli interventi giurisdizionali riguardanti i minori costituiscano argomenti di interesse in convegni, dibattiti pubblici o trasmissioni televisive, ma non assumono alcun effettivo rilievo (e conseguente interesse) nelle sedi istituzionali deputate alla gestione delle risorse pubbliche destinate alla Giustizia”.