La stabilizzazione degli addetti agli Uffici per il processo in Piemonte si apre tra la soddisfazione per il traguardo raggiunto e i problemi causati da una gestione a dir poco caotica. Da oggi sono 329 i giuristi in servizio negli Uffici per il processo piemontesi che, dopo anni di lavoro svolti con contratti finanziati dal Pnrr, hanno ora diritto all'assunzione a tempo indeterminato, a seguito del concorso bandito negli scorsi mesi. Le peripezie non sono però state poche, a partire dall'elenco delle sedi disponibili e dalla convocazione per la firma dei contratti, arrivati entrambi poco prima della mezzanotte di martedì 30 giugno via pec. Una convocazione, nell’Aula magna del tribunale di Torino, fissata per le 7 di mattino del giorno successivo. Una tempistica a dir poco complessa, che ha costretto molti a organizzare in poche ore lo spostamento verso il capoluogo piemontese. Oltre al danno poi la beffa: presentatisi in Aula per l’ora prevista, gli addetti hanno dovuto aspettare fino alle 11.30 l’arrivo dei dati contabili del ministero. «Ci han fatto venire alle 7 ma non abbiamo potuto iniziare prima delle 11.30, perché mancavano alcuni documenti – racconta Valerio Ferrara, 48 anni, fino a oggi avvocato civilista a Ivrea –. La comunicazione è arrivata ieri prima di mezzanotte, con tutte le difficoltà del caso, in particolare per chi arriva da fuori». Altra difficoltà, il mancato mantenimento automatico dell'ufficio in cui ciascuno degli addetti prestava già servizio, con il risultato che i posti torinesi, considerati i più richiesti, sono stati scelti rapidamente dai primi in graduatoria, mentre gli altri hanno dovuto orientarsi verso altre sedi. Uffici dove i neoassunti dovranno prendere servizio già dal 2 luglio, senza alcun periodo di transizione previsto: per chi sarà destinato a una sede diversa da quella attuale, significa riorganizzare in meno di 24 ore un trasferimento. Nonostante le tante criticità presenti, a prevalere alla fine è però il sollievo: «Dopo 4 anni e mezzo da precario, la stabilità fornita da un contratto a tempo indeterminato è una grande soddisfazione – racconta Giovanni Maria Saitta, classe 1986 –. Sono venuto qui in Piemonte nel 2022 da Palermo, lavorando come avvocato penalista, ma quando si è presentata questa possibilità di stabilizzazione ho provato subito a coglierla».