Il capo dell’intelligence estera polacca, Paweł Szota, invita Varsavia a comportarsi come se un conflitto con la Russia fosse una prospettiva ravvicinata. Poche ore prima, l’Abw aveva annunciato l’espulsione di undici persone accusate di avere organizzato proteste tra i rifugiati ucraini con fondi riconducibili a Mosca
La Polonia deve agire come se uno scontro armato con la Russia fosse una prospettiva concreta e non remota. È il monito di Paweł Szota, direttore dell’Agenzia di intelligence estera polacca, in un’intervista con il quotidiano Rzeczpospolita. Per il dirigente polacco, il livello dell’aggressività russa è oggi tale da richiedere un cambio di postura, una preparazione quotidiana a uno scenario non più lontano dalle valutazioni di possibilità.
“Tenendo conto dell’intero spettro delle minacce provenienti dal Cremlino, dobbiamo modellare di conseguenza la nostra mentalità e agire nella vita quotidiana come se un conflitto armato fosse una prospettiva a breve termine”, ha affermato Szota. La Russia, secondo il capo dell’intelligence estera, continuerà a misurare la risposta dell’Alleanza atlantica attraverso provocazioni e iniziative calibrate, anche nei confronti dei Paesi baltici. “I russi osservano le nostre reazioni”, ha aggiunto.












