HomeFermoCronacaCommissioni consiliari. Assegnate le cariche. Su Di Ruscio volano stracciClima rovente tra maggioranza e opposizione sul nome dell’ex sindaco. Anche Bargoni alza i toni: "Scandalo, non si considerano le competenze".Dichiarazioni l vetriolo di Alessandro Bargoni (Fermo Forte)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNominate le prime cariche delle commissioni consiliari, sottogruppi dell’assise deputati alla discussione su temi specifici: per la prima – Affari generali e personale; finanze, tributi e società partecipate – eletti all’unanimità Francesco Catini (Non mi Fermo) come presidente e Nicola Pascucci (La città che vogliamo) come vice. Più acceso il dibattito sulla seconda – Lavori pubblici, ambiente, patrimonio, protezione civile, urbanistica. All’elezione del presidente Giovanni Ferroni (Per la Nostra Città), seguono le dichiarazioni al vetriolo di Alessandro Bargoni (Fermo Forte): "Scandalo: maggioranza blindata nonostante le competenze", il quale aveva proposto il nome di Stefano Faggio (Piazza Pulita). Un mancato dialogo tra il resto della compagine civica e l’esponente di Fermo Forte ormai noto da diverso tempo. Per la vicepresidenza, situazione più spinosa: Saturnino di Ruscio (Servire Fermo), ricevuta la lettera di convocazione per le riunioni, ha affermato di voler rinunciare sia alla partecipazione, sia alla proposta di essere nominato vicepresidente in seno alla seconda commissione. Nonostante ciò, la minoranza risulta compatta sull’ex sindaco: "La polemica su mezzo stampa non è una comunicazione ufficiale – dichiara Dorotea Vitali (PD) – rimaniamo fermi sulla nostra decisione". Replica Gionata Borraccini (Non mi Fermo): "Il consigliere non è presente e la sua volontà è stata chiara. Non avrebbe senso nominarlo". Situazione di impasse: minoranza ferma sulla questione politica, mentre la maggioranza osserva quanto l’assenza e le dichiarazioni del diretto interessato pesino sul dibattito. "Se non vuole accettare l’incarico, rinuncerà, non possiamo farci influenzare dalle polemiche", afferma Leonardo Tosoni (Fratelli d’Italia). Situazione poco piacevole risolta dalla proposta di Rossano Romagnoli (Fd’I), che alla fine ottiene il ruolo: "Consigliere di minoranza, ma un voto non concordato", afferma Vitali a lavori conclusi. Una polemicha, quella di Di Ruscio, che si somma al polverone sollevatosi intorno alla sua figura, tra le diverse interrogazioni e la sua incompatibilità, per cui l’ultimo consiglio comunale ha votato l’avvio della procedura per il controllo della documentazione. La linea degli uffici comunali è chiara: rinunciare alla causa, significa anche rinunciare al risarcimento e al diritto futuro di rientrare in appello. Un sopruso per Di Ruscio.