La scelta del sindaco della città di nominarsi un capo di Gabinetto, utilizzando fondi di bilancio proprio mentre imponeva al Consiglio ed alla Giunta una significativa “dieta” pari al 20% dell’indennità complessiva, aveva fatto da subito molto discutere.

Non solo e non tanto per le determinazioni assunte da Romeo, quanto perché il tutto era avvenuto, secondo le opposizioni, dopo che erano state aperte e mandate in fumo precise procedure a evidenza pubblica che avrebbero comunque consentito di raggiungere il medesimo obiettivo, in un Comune attualmente costretto a rientrare da un disavanzo da circa 30 milioni di euro imponendo, tra le altre cose, un'addizionale Irpef oltre il limite massimo consentito, proprio per evitare di incorrere nel secondo dissesto in poco più di 10 anni.

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