HomeFermoCronacaPrimi mal di pancia in maggioranza. Il consiglio si scalda sulle commissioniMalcontento di Bargoni che non segue i capigruppo, fa rumore l’assenza del consigliere Gionata BorracciniIl primo consiglio comunale con Alberto Scarfini nelle vesti di primo cittadino (foto Zeppilli)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna maggioranza disordinata: è ciò che emerge dalla prima assise con Alberto Scarfini nelle vesti di primo cittadino. Un dato evidente con l’elezione della vicepresidente del consiglio, carica poi assegnata al centrosinistra con Angelica Malvatani. Minoranza compatta, riscontrabile dalle parole di Leonardo Tosoni, tra i banchi del centrodestra, a seguito del voto: "Da qualche anno la regola non scritta è che il vicepresidente sia il candidato sindaco arrivato secondo. Una volta condiviso questo criterio, è importante procedere insieme". Condivisione del criterio, però, tardata ad arrivare: due votazioni fotocopia – a scrutinio segreto – con la maggioranza entrambe le volte a scheda bianca. I capigruppo della compagine civica si dirigono allo scranno del sindaco. Tutti tranne Alessandro Bargoni, unico rappresentante per Fermo Forte. Pesano i malcontenti relativi alla composizione della Giunta e al rilievo dato alla lista Insieme per Fermo, oltre che all’influenza, nell’ombra, di Forza Italia. Malcontento in cui non confluisce solo il gesto di Bargoni, ma anche l’assenza del consigliere Gionata Borraccini, tra le fila di Non mi Fermo, lista rimasta digiuna sia del terzo assessorato che della presidenza del consiglio. Uno sbilanciamento che fa discutere guardando alla percentuale di voti presi dal gruppo, superiore a Insieme per Fermo, alle fumose deleghe del nono assessorato e a quanto affidato sulle spalle delle due punte di diamante della lista: il vicesindaco e capogruppo Mauro Torresi, responsabile anche di commercio, sicurezza e Cavalcata, e Micol Lanzidei, nuovamente assessora alla cultura, incarico a cui si aggiungono le politiche giovanili e le pari opportunità. Dato politico a cui si somma, probabilmente, una comunicazione tra gruppi, come tra maggioranza e minoranza, ancora da rodare. Discussione che si accende con il pretesto delle commissioni consiliari. "Vedo che molti consiglieri con esperienza non fanno gli assessori, o altri con deleghe che non giustificano l’aumento", tuona Gianluca Tulli, Fratelli d’Italia, "il prezzo pagato a Forza Italia mi sembra eccessivo". Risponde senza indugi Alberto Trasatti, Insieme per Fermo: "Forza Italia è una sua fantasia, noi siamo civici. I nove assessori servono a migliorare i servizi". "Ci sono le dichiarazioni di Forza Italia sui giornali: difficile smentire", afferma Nicola Pascucci, La città che vogliamo, "parlate di continuità ma fa specie sentire che i nove assessori siano per migliorare: sarebbe un autogol". "Il civismo ha iniziato a vacillare il lunedì dei festeggiamenti, quando una nota esponente di Forza Italia, Jessica Marcozzi, rivendicava la paternità della vittoria", afferma Giacomo Alesiani, Ftratelli d’Italia, cui risponde Edoardo Candidori, Piazza Pulita: "Si parla di Forza Italia, ma qui non la vedo. In passato anche Pascucci era a favore dei nove assessori". Chiosa Dorotea Vitali del PD: "La questione non è partiti o civismo: con questo nuovo assessore, dov’è la continuità? È stato rispettato il voto popolare?". Smentisce il sindaco: "Siamo in linea con il programma".