TREVISO Centraline a fuoco, case senza corrente anche per più di 5 ore, disagi e proteste. È l'effetto dei blackout a ripetizione che stanno colpendo la Marca, bloccando luci, condizionatori, ventilatori e frigoriferi. Da Treviso a Mogliano, fino a Castelfranco e Conegliano. Si resta a boccheggiare nel caldo. Solo oltre 10 i comuni colpiti nelle ultime ore da interruzioni improvvise della corrente. Stando alle stime, si parla di oltre 50mila trevigiani. Ma il conto è fatto per difetto. I vigili del fuoco sono stati tempestati dalle richieste di aiuto. Solo ieri hanno effettuato oltre 20 interventi per aiutare le persone rimaste al buio. E le proteste si moltiplicano: «In queste condizioni, come si fa a lasciare delle comunità senza elettricità per delle ore? - si legge tra gli sfoghi e le segnalazioni - ci sono bambini piccoli e anziani. Per non parlare delle persone malate che hanno bisogno di ausili salvavita».

I blackout si sono estesi a macchia di leopardo. Si parte da Treviso. In particolare dai quartieri di San Giuseppe e di Santa Bona, dove tra l'altro in questo periodo i residenti sono pure costretti a far fronte a una invasione di cimici dell'olmo, con Comune e Usl che valutano interventi emergenziali. Sempre nel capoluogo, poi, Franco Rosi, consigliere di Treviso Civica, ha segnalato che alcuni parchimetri non funzionano: «Il gestore ci ha risposto che sono sotto al sole». Di seguito, i blackout hanno colpito anche Mogliano, passando per Quinto, Castelfranco, Conegliano, Mareno, San Vendemiano, San Pietro di Feletto, Santa Lucia di Piave e Paese.Le centraline Proprio a Paese ieri mattina il surriscaldamento ha causato un principio d'incendio in una centralina. «La causa è riconducibile a un eccessivo assorbimento di energia - spiega il sindaco Katia Uberti - che ha messo sotto stress l'infrastruttura». Anche a Quinto ieri si è levato del fumo da una centralina nella zona degli impianti sportivi. Qui ne sono finite fuori uso 4 in meno di una settimana. In alcuni casi l'interruzione della corrente è durata 30 minuti. In altri si è arrivati a 5 ore. Ed è emersa l'esasperazione. «Ci è stato riferito che a causa delle alte temperature esterne ci sono stati dei problemi alle giunture dei cavi - dice Ivano Durigon, sindaco di Quinto - comprendo i disagi dei cittadini. È stato fatto il possibile per ripristinare la corrente nel più breve tempo possibile. Oltre a questo, però, magari certi leoni da tastiera potrebbero evitare di insultare chi va a lavorare nelle cabine a 40 gradi».L'Enel I tecnici sono impegnati su decine di fronti per i guasti. In alcuni casi sono stati usati supporti mobili per bypassare temporaneamente le cabine. Ma la sfida è ardua. «E-Distribuzione gestisce tempestivamente eventuali situazioni di interruzione della fornitura - spiegano dalla società del gruppo Enel - che non sono correlate all'aumento dei consumi, bensì al persistere di condizioni climatiche del tutto eccezionali che non consentono la normale dispersione di calore dei cavi». Si prova a giocare d'anticipo. Il Piano Estate della società ha previsto un potenziamento del monitoraggio e un rafforzamento del personale reperibile. Il sistema di telecontrollo, attivo 24 ore su 24, permette la gestione delle segnalazioni in tempo reale. «Con la possibilità di rialimentare da remoto la maggior parte dei clienti coinvolti, in tempi contenuti - concludono da E-Distribuzione - parallelamente, si dispone l'intervento dei tecnici che procedono al ripristino della fornitura».I condizionatori Con la Marca che ribolle, i trevigiani si aggrappano all'aria condizionata. Il super lavoro degli impiantisti lo conferma. «Negli ultimi due giorni le richieste di intervento su condizionatori sono aumentate del 40% - rivela Adriano Zanchetta, presidente della comunità Termoidraulici di Confartigianato Treviso - ci sono richieste urgenti, alle quali cerchiamo di rispondere in modo immediato. Ma inevitabilmente si forma anche una lista d'attesa». I problemi più frequenti sono legati alla mancata manutenzione. Ma c'è anche chi chiede di installare adesso un condizionatore che lo salvi dall'ondata di caldo. «Oltre alle case, poi - aggiunge Zanchetta - registriamo diversi interventi anche nelle aziende e nei luoghi di lavoro». I consigli sull'uso dei condizionatori sono quelli di sempre: cambiare l'aria aprendo le finestre nel corso della mattinata, non superare i 7 gradi di differenza tra l'interno e l'esterno e non tenere il macchinario sempre acceso. «Anche perché poi incideranno in modo sostanziale nelle prossime bollette», ricorda il presidente. L'unica nota positiva è legata al fatto che i blackout non danneggiano i dispositivi. «Oltre ai disagi - conclude Zanchetta - non comportano dei danni alle macchine».